Progettare con gli aromi

Se gli aromi e il loro impatto emotivo sono il punto di partenza del nuovo progetto Italesse, coniugare emozioni ed eccellenza tecnica nella degustazione ne è l’obiettivo. Così nell’immaginare, progettare e realizzare i suoi ultimi prodotti, il team di Italesse Senses ha destrutturato i singoli vini in aromi per testare i calici, oltre che con il vino, direttamente con ribes, lamponi, pepe nero... Ciò ha permesso di apportare essenziali modifiche e micro-modifiche alla struttura dei calici migliorando le percezioni sensoriali ed in particolare quelle olfattive.

Lavoro in vigna

La scelta della densità delle piante per ettaro, il fare la vendemmia in verde, il lavorare il terreno manualmente, con i cavalli o con le macchine, così come la scelta tra una vendemmia manuale attenta alla selezione delle uve o a macchina… segna lo stile del vino che avremo nel bicchiere.

Lavoro in cantina

La selezione degli acini, il metodo di pigiatura delle uve, la fermentazione con la scelta delle temperature, l’uso dei lieviti, la macerazione tradizionale o innovativa come quella criogenica per una maggiore estrazione degli aromi, l’utilizzo di vasche in cemento, acciaio o legno… determinerà la qualità, lo stile del vino e la veste aromatica del vino.

Affinamento

La scelta del periodo di affinamento del vino, l’uso di botti di legno o vasche di alluminio o cemento, la tostatura del legno, la grandezza della botte o barrique, che incide sull’ossigenazione, influisce fortemente sulla componente aromatica. Un vino affinato in vasche di alluminio si caratterizzerà per aromi freschi e fruttati, uno in barrique per aromi terziari che andranno dal caffè alla vaniglia.

Il tempo

Il passare del tempo è determinante per gustare al meglio un vino ed assaporarne ogni caratteristica, dall’affinamento in bottiglia, alle fasi attraverso cui il vino si “apre” o si “chiude al naso, fino all’apogeo che è il momento migliore per apprezzarlo.

Inspiration

Cos’è che rende unico un vino? Certamente il terreno, il vitigno o l’assemblaggio di vitigni, l’alternarsi delle stagioni, il sole, la pioggia, il lavoro e le storie di uomini e donne che quel vino porta con sé attraverso gli aromi che, passando dal calice al naso e al palato, suscitano ricordi ed emozioni. Ecco il Terroir!

Ogni vino è unico, un’emozione

L’insieme di quegli elementi che chiamiamo Terroir è ciò che rende unico un vino. Un Pinot noir di una regione è diverso da quello di un’altra o addirittura, come in Borgogna, diverso perfino da quello prodotto a pochi metri di distanza. Che senso ha parlare ancora di bicchieri varietali? E poiché non è sempre possibile avere un bicchiere creato espressamente per ogni singolo vino, a volte per una specifica annata, allora come possiamo rendere unica la degustazione?
La risposta che ci siamo dati ad Italesse con il progetto Senses è quella di creare prodotti estremamente professionali che esaltino i sensi ed in particolare gli aromi con il loro impatto emotivo.

Immaginare, progettare, testare, riprogettare, produrre strumenti unici

Ogni prodotto realizzato da Italesse è immaginato per essere uno strumento professionale unico che rispetti l’unicità del vino. Partendo dalla progettazione, ad esempio dei calici, il team di Senses ha utilizzato forme convenzionali per andare oltre le convenzioni, studiandone la struttura per migliorare, di volta in volta, la capacità di ossigenare un vino, di esaltarne la complessità, l’intensità, l’equilibrio e l’eleganza… testarla con vini e aromi, riprogettarla e rimodificarla fino ad ottenere un calice capace di esaltare tutta la complessità organolettica che un vino porta con sé.

Test di prova sul calice realizzato in base alle migliori performance riscontrate nei primi due test.

Test di prova per confrontare la resa aromatica dei chiodi di garofani con due calici differenti.

Test effettuato con i chiodi di garofano per studiarne la resa aromatica in rapporto all’altezza del calice e all’apertura del bevante.

Test effettuato con i chiodi di garofano per studiarne la resa aromatica in rapporto all’ampiezza del bevante e alle diverse inclinazioni delle sue pareti.

Dal calice varietale al calice emozionale

Il lavoro effettuato dal team di Italesse Senses non solo ha permesso di creare calici allo stesso tempo professionali ed emozionali, ma anche di porre fine all’idea del calice varietale. Non è a caso infatti che i test, avvalorati da una apposita commissione composta da produttori, enologi e sommelier dimostrino come Masterclass 90, con forme simili a quelle più solitamente usate per i grandi vini rossi, finisca per esaltare in maniera strepitosa anche i bianchi come lo chardonnay mentre, ad esempio, Masterclass 70, con forme solitamente usate per i grandi vini bianchi, finisca per esaltare un pinot nero giovane ed elegante. Grazie a questa evoluzione ogni vino avrà un suo bicchiere in base alle sue proprie caratteristiche, al di là delle convenzioni.

Performance straordinarie

Ogni prodotto Italesse, frutto della ricerca e realizzato con attenzione ai più piccoli dettagli, garantisce performance di grande importanza quali resistenza, flessibilità del bevante e dello stelo, leggerezza e sonorità.

Tali caratteristiche sono ottenute in produzione con vetro cristallino di alta qualità, estremamente resistente e flessibile, brillante e leggero, oltre che rispettoso dell’ambiente. Per i consumatori più attenti e raffinati che cercano un’esperienza d’uso unica è disponibile la versione soffiata a bocca e lavorata a mano.

Tra i primi prodotti frutto del progetto Senses segnaliamo i calici delle linee Masterclass ed Etoilé e Wine 360°, un’installazione nata per mettere in risalto gli aromi e l’intero universo del vino.

© Italesse srl 2019
Via dei Templari, 6
Loc. Noghere
34015 Muggia - Trieste - Italy
Tel. +39 040 9235555
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Suolo

A seconda che il suolo sia sabbioso, argilloso, ciottoloso, marnoso, calcareo o un misto di questi… che si trovi ad una latitudine anziché ad un’altra… a seconda dell’altitudine, dell’inclinazione, dell’esposizione al sole… un vino avrà una specifica struttura, eleganza, freschezza… ed una serie di aromi che lo caratterizzerà nel bicchiere.

Ogni vitigno ha caratteristiche tali da influenzare ogni aspetto del vino, dalla struttura al tannino, alle sensazioni organolettiche.
Così un assemblaggio di vitigni darà un insieme di sensazioni frutto dello stile di una regione, di una proprietà, di un enologo.

La vite e le stagioni

Ogni pianta ha il suo ciclo vitale, stagione dopo stagione, anno dopo anno… e così la vite, con i suoi tempi, dal suo famoso «pianto» che la risveglia da una fase di riposo, al germogliamento, alla fioritura… fino all’invaiatura: momento in cui il frutto raggiunge la sua maturità.
Il susseguirsi regolare o meno di queste fasi segnerà la qualità dell’annata di un vino.

Condizioni climatiche

Il sole, il caldo, il freddo, l’importanza dello stress idrico, l’acqua, il vendemmiare «all’asciutto» per evitare la creazione delle muffe sulle uve… ogni condizione climatica e la capacità dell’uomo di prevedervi decide la resa di un’intera produzione di vino e la sua qualità.

Suolo

A seconda che il suolo sia sabbioso, argilloso, ciottoloso, marnoso, calcareo o un misto di questi… che si trovi ad una latitudine anziché ad un’altra… a seconda dell’altitudine, dell’inclinazione, dell’esposizione al sole… un vino avrà una specifica struttura, eleganza, freschezza… ed una serie di aromi che lo caratterizzerà nel bicchiere. 

Vitigno

Ogni vitigno ha caratteristiche tali da influenzare ogni aspetto del vino, dalla struttura al tannino, alle sensazioni organolettiche.
Così un assemblaggio di vitigni darà un insieme di sensazioni frutto dello stile di una regione, di una proprietà, di un enologo.

Condizioni climatiche

Il sole, il caldo, il freddo, l’importanza dello stress idrico, l’acqua, il vendemmiare «all’asciutto» per evitare la creazione delle muffe sulle uve… ogni condizione climatica e la capacità dell’uomo di prevedervi decide la resa di un’intera produzione di vino e la sua qualità.

La vite e le stagioni

Ogni pianta ha il suo ciclo vitale, stagione dopo stagione, anno dopo anno… e così la vite, con i suoi tempi, dal suo famoso «pianto» che la risveglia da una fase di riposo, al germogliamento, alla fioritura… fino all’invaiatura: momento in cui il frutto raggiunge la sua maturità.
Il susseguirsi regolare o meno di queste fasi segnerà la qualità dell’annata di un vino.

Lavoro in vigna

La scelta della densità delle piante per ettaro, il fare la vendemmia in verde, il lavorare il terreno manualmente, con i cavalli o con le macchine, così come la scelta tra una vendemmia manuale attenta alla selezione delle uve o a macchina… segna lo stile del vino che avremo nel bicchiere.

Lavoro in cantina

La selezione degli acini, il metodo di pigiatura delle uve, la fermentazione con la scelta delle temperature, l’uso dei lieviti, la macerazione tradizionale o innovativa come quella criogenica per una maggiore estrazione degli aromi, l’utilizzo di vasche in cemento, acciaio o legno… determinerà la qualità, lo stile del vino e la veste aromatica del vino.

Affinamento

La scelta del periodo di affinamento del vino, l’uso di botti di legno o vasche di alluminio o cemento, la tostatura del legno, la grandezza della botte o barrique, che incide sull’ossigenazione, influisce fortemente sulla componente aromatica. Un vino affinato in vasche di alluminio si caratterizzerà per aromi freschi e fruttati, uno in barrique per aromi terziari che andranno dal caffè alla vaniglia.

Il tempo

Il passare del tempo è determinante per gustare al meglio un vino ed assaporarne ogni caratteristica, dall’affinamento in bottiglia, alle fasi attraverso cui il vino si “apre” o si “chiude al naso, fino all’apogeo che è il momento migliore per apprezzarlo.

Vitigno

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